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Commercio, arriva l’orario flessibile. 44 ore a settimana

Il lavoratore dà la disponibilità a quattro ore in più a settimana nei periodi di picco (Natale, Pasqua e festività) recuperando l’eccedenza durante gli altri mesi in un anno che ora diventa “mobile”, cioè a partire dalla comunicazione di richiesta della flessibilità da parte delle aziende.

In cambio ottiene 1811 euro in più in tre anni (85 euro mensili per il quarto livello del commercio, preso come metro di riferimento) dal 1 aprile 2015 al 31 dicembre 2017. Oltre «una tantum» di 80 euro per le realtà con meno di 10 dipendenti, 90 euro per chi lavora in un’azienda più grande. Così il commercio sperimenta l’innovazione, un settore storicamente conflittuale, alimentato soltanto dalla domanda (asfittica) interna, oggetto di battaglie tra guelfi (Confcommercio) e ghibellini (i sindacati). Gli addetti del commercio potranno lavorare fino a 44 ore settimanali (era previsto anche prima ma il recupero era consentito soltanto all’interno dell’anno solare) senza che scatti lo straordinario per un massimo di 16 settimane.

L’incentivo

Dice Maria Grazia Gabrielli, segretaria generale Filcams Cgil, che l’accordo trovato (da sottoporre ora alla consultazione degli oltre 3 milioni di addetti) è da inquadrare come intervento di manutenzione e non di radicale modifica dell’impianto preesistente. Ed è da accogliere positivamente soprattutto in uno scenario deflattivo che sta suggerendo alle parti datoriali richieste di compromesso al ribasso sulla parte salariale (vedi contratto dei chimici e quello dei bancari). Questa maggiore flessibilità, aggiungono in Confcommercio, è molto importante in un settore nel quale sono frequenti i picchi di attività. L’accordo prevede anche norme sul sottoinquadramento nel caso di assunzione di persone «deboli» come i disoccupati o coloro che hanno concluso l’apprendistato senza che ci sia stata una stabilizzazione. Con queste persone può essere stipulato un contratto a tempo determinato di 12 mesi con 6 mesi con un sottoinquadramento di due livelli e 6 mesi con un sottoinquadramento di un livello. Le parti inoltre hanno recepito l’accordo sulla governance del 2014 per il riordino degli enti bilaterali territoriali e la valorizzazione del welfare contrattuale nazionale.

 

Fonte: www.corriere.it